Con Api si vola, anche al Gratta e Vinci
Non andate a pensare all’unione dell’API (anonima petroli italiana SpA acquisita nel 1933 dal Cavaliere del Lavoro Ferdinando Peretti da un piccolo gruppo di marchigiani, fondata con lo scopo di commercializzare e distribuire prodotti petroliferi) con la lotteria istantanea più amata dagli italiani, il Gratta e Vinci.
Nel nostro caso c’entra solo il Gratta e Vinci e il Bar Api di Spoleto: il lieto fine è una “sgasata” di euro, 200mila per l’esattezza.
Il distributore è stato un tagliando di tre euro della serie “Affari Tuoi”: tre pacchi di seguito (fra i 10 pacchi a sua disposizione) ed il gioco è fatto, per un anonimo quarantenne che pare abiti (o abitava?) nella periferia spoletina.
La vincita milionaria, comunque, risale allo scorso ferragosto.
“Non possiamo dire nulla: per favore, non insista. – dicono fermissimi i gestori del Bar – Qui registriamo sempre vincite di una certa importanza (tra cui un biglietto della lotteria da 2 miliardi di vecchie lire tempo addietro): l’ultima è stata settimana scorsa per 5.000 euro.
Ma non è nel nostro stile pubblicizzarle.
Al massimo mettiamo una copia della schedina in bacheca, ma se il cliente ci chiede di non fare neanche questo, noi rispettiamo la sua decisione. D’altronde vede tagliandi da 200mila euro in bacheca?”.
Neanche il più agguerrito dei confessori, avrebeb risposto così! Bravi, fiducia ben riposta, ci congratuliamo per la riservatezza.
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