Pistoia, gratta e vinci: identikit del vincitore
Franco Mefiti, titolare del bar “Anna” di via Atto Vannucci, all’angolo con Corso Fedi, cerca di ricostruire l’accaduto e a determinare un identikit.
No, non siamo sul set di CSI Las Vegas. Siamo a Pistoia.
E non vi è alcun delitto, anzi: si parla di una vincita, una vincita milionaria.
Unico indiziato, il Gratta e Vinci: la “vittima” è ancora ignota.
Ricostruiamo l’accaduto: il nostro ignoto protagonista comincia a grattare con una monetina da 50 centesimi
il tagliando del Gratta e Vinci.
Il primo numero non gli dà soddisfazione, il secondo come prima e via via… fino al dodicesimo numero.
Qui gli occhi si illuminano: un milione di volte, un milione di euro.
Il nostro comincia a sudare, strabuzza gli occhi, vacilla.
Controlla una, due, dieci, cento volte il tagliando: un milione di euro.
Dieci euro di Gratta e vinci si moltiplicano centomila volte.
Parte la scarica d’adrenalina e il sudore si fa freddo: deve dimostrare compostezza.
S’informa vagamente sulle modalità d’incasso delle vincite al gioco d’azzardo più amato dagli italiani e con disinvoltura esce dal Bar per recarsi alla prima banca aperta.
Segue lettera, rigorosamente anonima, di ringraziamento al bar: 19 luglio 2008 è la data scritta sotto alla fotocopia del tagliando che il titolare ha intuito al volo: “Guardandola in controluce, ho visto che conteneva la copia di un gratta e vinci”.
Verificato sul terminale che non si trattasse di uno scherzoha affisso il cartello “Vinti qui 1.000.000 di Euro!”.
Scatta l’identikit: potrebbe essere un cliente abituale, ma anche un turista di passaggio.
“Secondo me - lascia trapelare il titolare - potrebbe trattarsi di una persona dalla cultura medio-alta.
L’indirizzo sulla busta è scritto a mano e la calligrafia parrebbe quella di qualcuno che ha studiato. Anche una donna”.
Chi sarà il fortunato? Grissom indaga…
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